Edizioni Mayhem
nasce nel maggio 2008 dall'esigenza dei suoi fondatori di
una narrativa completamente nuova, capace di coniugare al
proprio interno tematiche sociali e qualità letteraria.
Abbiamo deciso di non delegare più questo compito alle altre case editrici, scegliendo di metterci in cammino con le nostre forze e prendendoci la responsabilità di creare ciò che vogliamo, di essere ciò che cerchiamo. La nostra concezione di casa editrice si fonda sull'idea, da un lato, di poter
costruire ponti tra voci e culture geograficamente distanti, dando loro un megafono per esprimere
la loro esistenza, dall'altro, di essere uno sguardo indiscreto, irriverente sulle dinamiche sociali che
animano il nostro territorio, quello italiano e, soprattutto, quello partenopeo.
La collana dedalus, infatti, mette
al cospetto del lettore l'uomo inserito nel proprio tempo
e le conseguenze che quest'ultimo genera nell'animo e nelle
abitudini di tutti noi. Appartengono a questa collana: Barstardo
di Paolo Razzini e I peccati del Lago
di Mariateresa Fiumanò. Il primo è un romanzo
breve che sviscera una delle piaghe della nostra società:
il precariato. Ma non lo fa in maniera astratta o faziosa.
Il precariato viene attualizzato attraverso la vita del protagonista,
le sue difficoltà nel rimanere a galla in un mondo
del lavoro completamente fuori controllo. Barstardo
è la storia di una generazione disillusa, cresciuta
nel mito del benessere e tradita dalla precarietà del
presente. Attraverso i protagonisti del romanzo, questa generazione
bussa alle nostre porte per reclamare la sua esistenza ed
il suo volto ha i tratti dell'assassino, la posa della puttana,
il ghigno atroce di chi non cerca parole di conforto, ma solo
soluzioni disperate.
I peccati del Lago, invece, è
una raccolta di racconti psico-erotici, collegati tra loro
dalla comune appartenenza a Buseto, un fantomatico paese che
sorge sulle rive di un lago e che vanta un ricco e variegato
corredo di storie umane che nascono, si intrecciano, si protraggono
nella felicità o nell'indifferenza e che in qualche
caso si interrompono tragicamente. I racconti, divisi per
argomento (ville conquistate; abitanti del paese; ricordi
di scuola, amori e vacanze; handicap e malattia; trasgressioni;
dipendenze e dintorni), riguardano episodi di vita comune
o trasgressiva, amori e passioni evidenti o sommersi che persi,
smorzati e diluiti negli ambiti livellanti delle metropoli
cittadine appaiono lucidi, prorompenti, dissacranti nella
realtà concentrata, esasperata, ma non limitante di
un paese.
Fondamentale è per le
Edizioni Mayhem il legame con la
città di Napoli, che rappresenta una fonte inesauribile
per scrittori ed editori. E' una città che bolle, attraversata
da molte culture diverse che si influenzano, si scontrano
e che generano nuove forme di espressioni, nuovi modi di concepire
la creatività. Purtroppo attualmente questo processo
creativo rimane bloccato proprio quando dovrebbe esplodere.
Per questo motivo, noi, come casa editrice, abbiamo inaugurato
una collana completamente dedicata alla città partenopea:
la collana 27 settembre. Un nome
non scelto a caso ma con un preciso significato. 27 settembre
1943: a Napoli, i civili, stremati dai rastrellamenti dei
tedeschi e dalle sofferenze inflitte dalla guerra, imbracciano
le armi e decidono di affrontare il nemico. Durante le famose
"quattro giornate" (27 -31 settembre 1943), Napoli
viene liberata dai nazi-fascisti e consegnata agli alleati
quale prima città spontaneamente insorta e vincente
contro l'occupazione. La scelta di intitolare in questo modo
una collana editoriale intende ricordare soprattutto come
Napoli abbia saputo dare un esempio mirabile di energia e
valore civile. Oggi, alla luce della profonda crisi sociale
in cui versa la città, è necessario richiamare
alla memoria dei cittadini quelle forze che sono state in
grado di animare il centro urbano in uno dei momenti più
bui della storia italiana. Napoli non è soltanto camorra
e degrado, così come non è soltanto pizza, tarantella,
presepe e Pulcinella. Napoli, con i suoi problemi sociali
e la sua tradizione, è anche passione civile, forza
esplosiva, capacità di sovvertire una dominazione repressiva
e sanguinaria. Recuperare quell'energia, convertirla in cultura
e partecipazione, può rappresentare la strada da seguire
per la rinascita della città, una rinascita autentica,
priva di colori politici e non circoscritta ai soli "quartieri
bene", ma in grado di coinvolgere tutte le zone urbane.
Primo libro di questa collana è La grande
combustione di Francesco Aliperti Bigliardo,
dove la bruciante attualità dello smaltimento dei rifiuti
viene trattata con gli strumenti della commedia classica napoletana.
Dialoghi dai toni dissacranti, giocosi, al limite del grottesco,
a fare da cornice a spunti di riflessione dai risvolti amari
e malinconici. Soluzioni strampalate, congruenti alternative,
vita quotidiana e colpi di scena per raccontare l'apparente
normalità di questi ultimi quattordici anni in Campania.
Il tentativo estremo di mettere in scena quel che non si riesce
a spiegare altrimenti e che sembra voler suggerire l'idea
che, ancora per molto tempo, dovremmo sentir parlare di "emergenza
rifiuti".
Nel mese di ottobre 2009 la Commedia verrà rappresentata
al Teatro Sannazaro di Napoli da una compagnia dell'Accademia
Silvio D'Amico di Roma.
Ultima collana, in ordine temporale,
è Morgana, dedicata al genere
della favola, visto come strumento educativo per la preparazione
culturale di futuri lettori: i bambini. Ad inaugurare questa
collana è stato il libro Le avventure di
Betsi di Maria Buongiovanni. Una favola per
bambini ambientata nella città di Napoli. Le avventure
della piccola Betsi portano la protagonista a confrontarsi
con vari personaggi, attraverso i quali sperimenta e conosce
il vero senso dell'amicizia. La favola si conclude con una
discesa nelle viscere del Vesuvio, dove la città di
Napoli assume tratti degradanti e caotici. Tornata alla luce
del sole grazie all'aiuto degli amici, Betsi riscopre una
Napoli vitale e gioiosa. Le vicende della protagonista si
intrecciano con la sorte della città partenopea. La
crescita della bambina e la scoperta dell'amicizia rappresentano
un percorso possibile per l'intera cittadinanza napoletana:
uscire dalla crisi è possibile, purché si trovi
la capacità di ribadire il valore delle proprie origini
e la voglia di unirsi in un autentico spirito di collaborazione
civica.
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